Non gettare i rifiuti in mare

non gettare i rifiuti in mare

Non gettare i rifiuti in mare: il quattordicesimo dei 50 piccoli gesti per migliorare il mondo apre la sezione “acqua”.

Il libro che raccoglie scritture, immagini ed esperienze dei ragazzi delle Scuole Steiner Waldorf è suddiviso infatti in sezioni, ognuna dedicata a un elemento naturale.

Facciamoci aiutare dal coraggio e dalla sincerità dei giovani per salvare questo pianeta e rispettare la vita come una cosa sacra.

 

Abbiamo riempito gli oceani di plastica, non è un’esagerazione. Si stima che nei nostri oceani vi siano 269mila tonnellate di plastica, senza contare le centinaia presenti nei fondali. Esistono cinque immense isole-spazzatura, due nel Pacifico (una di queste grande circa quanto l’Europa), due nell’Atlantico e una nell’Oceano Indiano, composte da pezzi di plastica di grosse dimensioni ma anche piccolissime, simili al plancton. Questi vengono ingeriti da animali che si trovano alla base della catena alimentare, con effetti devastanti su tutto il ciclo vitale: ogni anno centinaia di migliaia di creature marine muoiono a causa della plastica; capita che la ingeriscano, vi rimangano intrappolati o mangino altri animali che avevano ingerito della plastica in precedenza.

Indignato da questi fatti, Boyan Slat, un giovane studente olandese, ha inventato, assieme al suo team, una piattaforma totalmente indipendente chiamata Ocean Cleanup, alimentata ad energia solare, in grado di ripulire i mari dalla plastica. La piattaforma è stata installata quest’anno nello Stretto di Corea. È composta da un compattatore centrale e due lunghi bracci fluttuanti ai lati (1 km a braccio). I bracci si muovono grazie al flusso delle onde: esse portano la plastica ai bracci, che la convogliano verso il compattatore.

L’unico intervento che necessita la presenza dell’uomo è la manutenzione e lo svuotamento del compattatore: i cubi di plastica compattata vengono rimossi e smaltiti. Una volta raccolti i fondi necessari, una piattaforma più grande verrà installata nel Pacifico, con il compito di smaltire l’immensa “ Great Pacific Garbage Patch”. Si stima che in dieci anni, metà dell’isola verrà smaltita. Grazie Boyan, ma certo con un poco di buon senso e attenzione, questi “mostri galleggianti” non esisterebbero! Soprattutto, dobbiamo evitare che si riformino.